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Quante tasse (in meno) paghi con il fondo pensione

Il fondo pensione ha tre momenti fiscali: quando versi, deduci dal reddito fino a 5.300 € l'anno; mentre i soldi crescono, i rendimenti pagano il 20% (12,5% sui titoli di Stato); alla prestazione l'aliquota è del 15% e scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione.

I tre momenti fiscali del fondo pensione

1. Quando versi

I contributi si deducono dal reddito imponibile fino a 5.300 € l'anno: le tasse risparmiate tornano con la dichiarazione dei redditi.

2. Mentre cresce

I rendimenti sono tassati al 20% anno per anno (12,5% effettivo sui titoli di Stato), contro il 26% ordinario della gran parte del risparmio.

3. Quando esci

La prestazione paga un'imposta definitiva del 15%, che scende fino al 9% con gli anni di partecipazione. Non si somma agli altri redditi.

La deduzione: fino a 5.300 euro l'anno

Ogni euro versato (dentro il tetto) riduce il tuo reddito imponibile: il risparmio vale la tua aliquota IRPEF più alta. Un esempio con l'aritmetica 2026: versi 5.280 € con aliquota al 33% e paghi 1.742,40 € di tasse in meno.

Dentro il tetto contano i tuoi contributi e quelli del datore, sommati. Il TFR non conta: passa al fondo senza transitare dal reddito, quindi non si deduce ma nemmeno consuma il plafond.

Se versi oltre il limite, comunica l'eccedenza al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo: quella parte non sarà tassata all'uscita.

Per chi è alla prima occupazione esiste inoltre una deduzione extra: quanto non versato nei primi 5 anni di partecipazione si può recuperare nei 20 anni successivi, oltre il tetto ordinario. Le regole di dettaglio meritano un conto su misura.

Risparmio fiscale annuo al variare dell'aliquota IRPEF 2026, per 1.000 e 5.300 euro versati
La tua aliquotaSu 1.000 €Sul tetto (5.300 €)
23% (fino a 28.000 €)230 €1.219 €
33% (28.000-50.000 €)330 €1.749 €
43% (oltre 50.000 €)430 €2.279 €

Risparmio IRPEF calcolato con l'aliquota marginale 2026 applicata all'intero importo dedotto: vale finché la deduzione non fa scendere il reddito nello scaglione inferiore e nei limiti della capienza del reddito. Aritmetica delle aliquote di legge, non una previsione.

I rendimenti: 20% invece del 26%

Ogni anno il risultato di gestione del fondo paga un'imposta sostitutiva del 20%, prelevata dal patrimonio del fondo.

La gran parte del risparmio ordinario paga invece il 26%. In più, la parte investita in titoli di Stato (ed equiparati) concorre alla base imponibile solo per il 62,5%: su quella componente il prelievo effettivo è del 12,5%.

Nota di metodo: la tassazione avviene sul maturato anno per anno, quindi i rendimenti che trovi nelle comunicazioni del fondo sono già al netto di questa imposta.

La prestazione finale: dal 15% al 9%

All'uscita (in rendita o in capitale fino al 50%) la parte imponibile paga una ritenuta definitiva del 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9% dopo 35 anni.

Restano fuori dall'imponibile i rendimenti (già tassati anno per anno) e i contributi non dedotti (se comunicati al fondo). E non si somma agli altri redditi: niente scaglioni IRPEF.

Il confronto che rende l'idea: il TFR lasciato in azienda paga alla liquidazione almeno il 23%. Le stesse somme nel fondo, dopo una carriera, pagano il 9-12%. È la differenza spiegata nella guida alla tassazione del TFR e il cuore della scelta TFR in azienda o fondo pensione.

Aliquota fiscale sulla prestazione finale del fondo pensione secondo gli anni di partecipazione
Anni di partecipazioneAliquota
Fino a 1515%
2013,5%
2512%
3010,5%
35 o più9%

Aliquota del 15% ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, con riduzione massima di 6 punti (art. 11, c. 6, D.Lgs. 252/2005). Vale per i montanti maturati dal 2007; gli anni di iscrizione anteriori al 2007 contano fino a un massimo di 15.

E se esci prima? Le aliquote delle uscite anticipate

Anche prima della pensione ogni uscita ha la sua aliquota, sempre a titolo definitivo.

La regola in sintesi: le uscite "di necessità" (anticipazioni per spese sanitarie, riscatti per disoccupazione o invalidità, premorienza, RITA) godono della stessa aliquota agevolata dal 15% al 9%; le uscite "di scelta" (anticipo prima casa, ulteriori esigenze, riscatto per cause diverse) pagano il 23% fisso.

Condizioni, percentuali e dettagli sono nella guida a riscatti e anticipazioni e nella pagina dedicata alla RITA.

Domande frequenti

Quanto si può dedurre con il fondo pensione?

Fino a 5.300 € l'anno dal periodo d'imposta 2026 (prima erano 5.164,57 €). Il risparmio è pari alla tua aliquota IRPEF più alta: da 138 € (23%) a 258 € (43%) ogni 600 € versati.

Il TFR conferito al fondo si deduce?

No: il TFR passa al fondo senza transitare dal tuo reddito, quindi non è deducibile ma nemmeno consuma il tetto di 5.300 €, che resta tutto per i tuoi contributi volontari e per quelli del datore.

Il contributo del datore di lavoro rientra nel tetto di 5.300 euro?

Sì: il plafond di deducibilità comprende i contributi tuoi e quelli del datore di lavoro, sommati. Il TFR invece ne resta fuori.

Cosa succede se verso più di 5.300 euro l'anno?

La parte eccedente non è deducibile, ma non va persa: comunicandola al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo non sarà tassata al momento della prestazione. Senza comunicazione rischi una doppia imposizione evitabile.

Come sono tassati i rendimenti del fondo pensione?

Con un'imposta sostitutiva del 20% sul risultato maturato ogni anno, contro il 26% della gran parte del risparmio ordinario; la parte investita in titoli di Stato concorre solo per il 62,5%, con un prelievo effettivo del 12,5%.

Che aliquota si paga alla pensione sul fondo?

Il 15%, ridotto di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% dopo 35 anni. Si applica solo alla parte imponibile: rendimenti già tassati e contributi non dedotti restano esclusi.

La tua aliquota, il tuo tetto, il tuo risparmio.
Facciamo il conto vero.

Quanto dedurre, come usare il plafond in famiglia, cosa comunicare al fondo: un incontro conoscitivo per mettere ordine. Riservato, gratuito e senza impegno.

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