Guida · previdenza complementare

RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata: come funziona

La RITA trasforma il fondo pensione in un reddito ponte: se hai smesso di lavorare e ti mancano al massimo 5 anni alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi (10 anni, senza quel requisito, se sei inoccupato da oltre 24 mesi), il montante ti arriva a rate fino alla pensione, tassato dal 15% al 9%.

A chi serve la RITA

C'è una terra di mezzo da coprire: il lavoro è finito, la pensione non è ancora arrivata.

La RITA nasce esattamente per quel tratto di strada: invece di aspettare la pensione con i risparmi o riscattare tutto in un colpo, il montante del fondo pensione diventa un reddito periodico che ti accompagna fino all'età di vecchiaia. Nel frattempo il capitale resta investito, con rate ricalcolate secondo l'andamento della gestione.

I requisiti, nei due casi

Serve sempre: aver cessato l'attività lavorativa e avere almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare. Poi le strade sono due.

Caso ordinario

Raggiungerai l'età per la pensione di vecchiaia entro 5 anni e hai almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori.

Caso inoccupazione lunga

Sei inoccupato da più di 24 mesi e raggiungerai l'età di vecchiaia entro 10 anni (contati dal compimento dei 24 mesi). Qui i 20 anni di contributi non servono.

I requisiti devono esserci alla data della domanda. Il riferimento è l'età per la pensione di vecchiaia del tuo regime obbligatorio.

Come funziona l'erogazione

Rate periodiche fino alla pensione

La RITA parte dall'accettazione della richiesta e arriva fino all'età di vecchiaia, con rate a periodicità non superiore a tre mesi.

Tutto o parte del montante

Scegli tu quanta posizione destinare alla RITA. Sulla parte residua restano possibili anticipazioni, riscatti e, a scadenza, le prestazioni ordinarie.

Il capitale resta investito

Il montante destinato alla RITA continua a essere gestito e le rate vengono ricalcolate nel tempo con l'andamento della gestione. Salvo tua diversa scelta, viene spostato nel comparto più prudente della forma pensionistica.

Revocabile e compatibile

La RITA si può revocare secondo le regole della forma pensionistica ed è compatibile con un eventuale ritorno al lavoro e con le pensioni del primo pilastro. Durante l'erogazione puoi anche continuare a versare.

La tassazione di favore

La parte imponibile di ogni rata paga una ritenuta definitiva del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9%: la stessa aliquota agevolata della prestazione finale, applicata però in anticipo.

Con 30 anni di partecipazione, per esempio, l'aliquota è il 10,5%. Contributi non dedotti e rendimenti già tassati restano fuori dall'imponibile. Chi preferisce può optare per la tassazione ordinaria in dichiarazione (conviene raramente, ma il conto va fatto).

Un dettaglio tecnico: gli anni di iscrizione anteriori al 2007 contano fino a un massimo di 15 ai fini della riduzione.

Aliquota fiscale della RITA secondo gli anni di partecipazione alla previdenza complementare
Anni di partecipazioneAliquota RITA
Fino a 1515%
2013,5%
2512%
3010,5%
35 o più9%

Ritenuta a titolo d'imposta sulla parte imponibile (art. 11, c. 4-ter, D.Lgs. 252/2005): 15% ridotto di 0,30 punti per anno di partecipazione oltre il quindicesimo, riduzione massima 6 punti. Possibile l'opzione per la tassazione ordinaria. Fonti: circolari COVIP 888/2018 e 4209/2020; risoluzione Agenzia delle Entrate 9/E/2022.

RITA, riscatto o aspettare?

Il riscatto liquida subito ma interrompe la previdenza; la RITA trasforma il montante in reddito e lo tiene investito; aspettare massimizza gli anni di partecipazione. Non c'è una risposta giusta in astratto: c'è quella giusta per la tua età, i tuoi contributi e le tue spese dei prossimi anni.

Le alternative sono spiegate nella guida a riscatti e anticipazioni. Per il conto su misura, parliamone.

Domande frequenti

Cos'è la RITA?

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata: l'erogazione a rate del montante del fondo pensione, dall'accettazione della richiesta fino all'età della pensione di vecchiaia. È il ponte previdenziale per chi ha smesso di lavorare prima della pensione.

Chi può chiedere la RITA?

Chi ha cessato l'attività lavorativa, ha almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare e si trova in uno di due casi: a non più di 5 anni dalla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi obbligatori, oppure inoccupato da più di 24 mesi e a non più di 10 anni dalla pensione di vecchiaia.

Quanto dura la RITA e ogni quanto arrivano le rate?

Dall'accettazione della richiesta fino all'età per la pensione di vecchiaia, con rate almeno trimestrali. Puoi destinarvi tutto il montante o solo una parte: sul resto restano possibili anticipazioni, riscatti e le prestazioni ordinarie.

La RITA è revocabile?

Sì, secondo le modalità stabilite dalla singola forma pensionistica: se la situazione cambia (ad esempio torni a lavorare) puoi interromperla e il montante residuo resta investito per la pensione.

Come è tassata la RITA?

Con una ritenuta definitiva del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9%: con 30 anni di partecipazione è il 10,5%. Gli anni di iscrizione anteriori al 2007 contano fino a un massimo di 15. Volendo si può optare per la tassazione ordinaria.

Posso continuare a versare durante la RITA?

Sì: se la RITA è parziale, i versamenti incrementano il montante non utilizzato; se è totale, costituiscono un montante a sé. Ed è compatibile con il lavoro che eventualmente riprende e con le pensioni del primo pilastro.

Il ponte verso la pensione si costruisce sui numeri.
Guardiamoli insieme.

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