Guida 2026 · TFR e fondo pensione
Il tuo TFR sta già lavorando.
Ma per chi?
Ogni anno il tuo datore di lavoro accantona quasi una mensilità: è il tuo TFR. Dal 1° luglio 2026 le regole sono cambiate e la scelta su dove destinarlo può valere migliaia di euro. Qui trovi quello che serve per decidere consapevolmente.
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TFR 2026: cosa cambia con la riforma
Dal 1° luglio 2026 i nuovi assunti del settore privato vengono iscritti automaticamente al fondo pensione collettivo di riferimento, con 60 giorni per rinunciare. Sale anche il tetto di deducibilità: 5.300 € l'anno. L'annunciato capitale al 60% invece non è partito: resta il 50%. Chi era già assunto mantiene le regole precedenti.
La Legge di Bilancio 2026 ha riscritto le regole della previdenza complementare. I quattro punti importanti:
Assunto dal 1° luglio 2026?
Vieni iscritto automaticamente al fondo pensione collettivo di riferimento: TFR, contributo del datore e un contributo minimo a tuo carico. Se non vuoi, hai 60 giorni per rinunciare.
Già assunto prima?
Per te valgono le regole precedenti: il TFR resta dove sta e puoi scegliere in qualsiasi momento di destinarlo a un fondo pensione.
Deduci fino a 5.300 €
Il tetto di deducibilità annua dei versamenti sale da 5.164,57 a 5.300 €: ogni euro versato entro il limite riduce il tuo reddito imponibile.
Capitale? Resta il 50%
L'aumento al 60% della quota ritirabile in capitale, annunciato dalla riforma, è stato cancellato dal D.L. 62/2026 pochi giorni prima di partire: alla pensione il capitale resta fino al 50% del montante. Molte guide online riportano ancora il 60%.
L'asimmetria da conoscere: il TFR destinato al fondo pensione non può più tornare in azienda. Tenerlo in azienda, invece, è una scelta sempre revocabile. Per questo va capita bene prima: è una porta che si chiude in una direzione sola.
Il TFR in 60 secondi
Il Trattamento di Fine Rapporto è la tua liquidazione: ogni anno il datore di lavoro accantona il 6,91% della retribuzione lorda, circa una mensilità.
Dove sta? Nelle aziende sotto i 60 dipendenti resta in azienda; in quelle più grandi va al Fondo Tesoreria INPS (soglia che scenderà a 50 dipendenti nel 2028 e a 40 nel 2032). In entrambi i casi si rivaluta con la stessa formula fissata per legge: 1,5% più il 75% dell'inflazione.
Vuoi sapere quanto ne hai già accumulato? Calcola il tuo TFR: lordo, rivalutazione e stima del netto in pochi secondi.
La vera domanda è: lasciarlo lì o farlo diventare la tua pensione integrativa?
Le due strade a confronto
Stessi soldi, due destini diversi. Ecco cosa cambia, criterio per criterio.
| Criterio | TFR in azienda | TFR nel fondo pensione |
|---|---|---|
| Come cresce | Formula fissa: 1,5% + 75% dell'inflazione | Investito nei mercati, con linea calibrata sull'età (rendimento variabile, non garantito) |
| Tasse alla fine | Aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni: dal 23% al 43% | Dal 15%, che scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione |
| Anticipo spese sanitarie | Fino al 70%, dopo 8 anni | Fino al 75%, in qualsiasi momento |
| Anticipo prima casa | Fino al 70%, dopo 8 anni | Fino al 75%, dopo 8 anni (anche per i figli) |
| Esigenze libere | Non previsto | Fino al 30%, dopo 8 anni, senza motivazione |
| Contributo del datore | No | Sì, se previsto dal contratto (con un tuo versamento minimo) |
| Se l'azienda fallisce | Interviene il Fondo di garanzia INPS | Patrimonio separato, vigilato COVIP: non si tocca |
| Ripensamento | Scelta sempre revocabile | Scelta definitiva |
Per onestà: il fondo pensione ha anche dei contro. Eccoli, uno per uno.
Gli svantaggi del TFR nel fondo pensione (detti onestamente)
Nessuna scelta è gratis. Questi sono i tre contro veri, senza girarci intorno.
La scelta è irreversibile
Il TFR destinato al fondo pensione non può più tornare in azienda. Tenerlo in azienda invece è una scelta sempre revocabile: è l'asimmetria più importante di tutta la decisione e il motivo per cui va capita bene prima di firmare.
Il valore può oscillare
In azienda il TFR si rivaluta con una formula fissa. Nel fondo pensione è investito nei mercati: nel breve periodo il valore della posizione può anche scendere. La linea si sceglie in base all'età e all'orizzonte, ma il rendimento non è garantito.
Ci sono costi di gestione
Ogni fondo ha costi che incidono sul risultato finale. Sono pubblici e confrontabili con l'Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) sul sito della COVIP: vanno guardati prima di firmare.
A questi si aggiunge il vincolo di fondo: fuori dai casi di anticipo e riscatto previsti, i soldi restano nel fondo fino alla pensione. Più sotto trovi le risposte alle domande più comuni proprio su questi punti.
Stesso TFR, tasse diverse
Immagina di arrivare a fine carriera con 100.000 € di TFR accumulato. Quanto te ne resta in tasca?
Se è rimasto in azienda, lo incassi con l'aliquota media IRPEF dei tuoi ultimi 5 anni: in genere tra il 23% e il 35%. Netto: tra 65.000 e 77.000 €.
Se è nel fondo pensione, l'aliquota parte dal 15% e scende fino al 9%. Netto: tra 85.000 e 91.000 €.
Fino a 20.000 € di differenza. Non serve indovinare i mercati: queste sono solo le aliquote scritte nella legge.
Su 100.000 € di TFR lordo
- Tasse
- Quello che ti resta
- Tasse
- Quello che ti resta
Confronto basato sulle sole aliquote fiscali vigenti (D.Lgs. 252/2005, L. 199/2025), a parità di montante lordo, ai due estremi delle aliquote applicabili. Non considera i diversi meccanismi di rivalutazione o rendimento delle due opzioni.
Le tasse che ti tornano indietro ogni anno
Il fondo pensione non è solo per il TFR: ogni versamento volontario si deduce dal reddito, fino a 5.300 € l'anno.
Esempio: versi 440 € al mese (5.280 € l'anno). Con un'aliquota IRPEF del 33%, ogni anno paghi circa 1.742 € di tasse in meno. Il tuo sforzo reale scende a circa 295 € al mese.
Su 30 anni, con un'ipotesi prudente del 3% annuo: dalla tua tasca escono davvero ~106.000 €, il montante netto stimato è di ~217.000 €. La differenza la fanno il tempo e la leva fiscale.
30anni di versamenti
Passa il dito o il mouse sul grafico per vedere anno per anno.
Simulazione a scopo puramente illustrativo, non è una previsione. Ipotesi: versamento di 440 € mensili (5.280 € l'anno) interamente dedotto, rendimento costante del 3% annuo lordo (2,4% al netto dell'imposta del 20% sui rendimenti), aliquota IRPEF marginale del 33%, tassazione finale agevolata applicata secondo gli anni di partecipazione (dal 15% al 10,5% a 30 anni). Il beneficio fiscale dipende dalla tua aliquota effettiva. I rendimenti reali variano nel tempo, non sono garantiti e i risultati possono discostarsi anche in misura significativa, in positivo o in negativo. Questa pagina non costituisce consulenza personalizzata.
Le domande giuste
Le stesse che farei io, al tuo posto. Con risposte oneste.
"E se mi servono i soldi prima?"
Il fondo pensione è meno bloccato di quanto si pensi. Spese sanitarie gravi: fino al 75%, in qualsiasi momento. Dopo 8 anni: fino al 75% per la prima casa (tua o dei figli), fino al 30% senza dover motivare nulla.
E se perdi il lavoro: dopo 12 mesi di disoccupazione puoi riscattare il 50%, dopo 48 mesi il 100%. In azienda l'anticipo è più difficile: una sola volta, dopo 8 anni, mentre il datore può concederlo solo a una parte dei richiedenti ogni anno.
"Ma non posso più tornare indietro."
Vero, ed è giusto dirlo chiaramente: il TFR destinato al fondo non torna in azienda. È esattamente il motivo per cui questa scelta va capita fino in fondo prima di firmarla, con i tuoi numeri davanti.
"In azienda è più sicuro."
In azienda il TFR è un credito verso il tuo datore: se l'azienda fallisce interviene il Fondo di garanzia INPS, con tempi spesso dilatati e lunghe pratiche. Nel fondo pensione i tuoi soldi sono un patrimonio separato e vigilato dalla COVIP: nemmeno il fallimento del gestore può toccarli. Quello che oscilla è il valore di mercato, non la proprietà.
"Cambio spesso lavoro."
Ragione in più. A ogni cambio, il TFR lasciato in azienda viene liquidato, tassato e spesso speso. Il fondo pensione ti segue da un lavoro all'altro e continua ad accumulare senza interruzioni: è pensato proprio per le carriere di oggi.
"Sono vicino alla pensione, ne vale la pena?"
Dipende: bastano 5 anni di partecipazione per avere diritto alla prestazione e anche pochi anni di deduzioni possono valere qualche migliaio di euro di tasse. È il caso tipico in cui i conti vanno fatti sulla situazione reale, non sulle regole generali.
Vale anche per i tuoi figli
Un fondo pensione si può aprire anche a un minore: versi tu e, se è a tuo carico, deduci tu. Con un vantaggio che pochi conoscono: aprendolo da piccoli, alla maggiore età gli 8 anni necessari per l'anticipo prima casa sono già passati. A 25 anni, tuo figlio potrebbe usare quel capitale per il suo primo mutuo.
Parliamone insiemeHai un'azienda? Il TFR dei dipendenti, visto dal bilancio, è un altro film: rivalutazione a tuo carico, deduzioni, esoneri contributivi e nuovi obblighi dal 1° luglio 2026. Leggi la guida per le aziende
Domande frequenti
Sono stato assunto dopo il 1° luglio 2026: cosa succede al mio TFR?
Vieni iscritto automaticamente al fondo pensione collettivo di riferimento (quello dell'accordo aziendale o, in mancanza, quello con più iscritti in azienda): TFR, eventuale contributo del datore e un contributo minimo a tuo carico. Hai 60 giorni dall'assunzione per rinunciare.
Ho 60 giorni per fare cosa, esattamente?
Per comunicare al datore che rinunci all'iscrizione automatica. Se non fai nulla, l'iscrizione diventa effettiva e retroagisce alla data di assunzione. La rinuncia, al contrario dell'adesione, resta revocabile in futuro.
Sono stato assunto prima del 1° luglio 2026: cambia qualcosa?
No: per te valgono le regole precedenti. Il TFR resta dove lo hai destinato e in qualsiasi momento puoi scegliere di conferirlo a un fondo pensione.
Posso spostare nel fondo anche il TFR già accumulato in azienda?
Sì, se il datore è d'accordo: il TFR pregresso rimasto in azienda si può trasferire, anche con un piano graduale. Non è invece trasferibile la parte eventualmente già versata al Fondo Tesoreria INPS.
Posso cambiare idea dopo aver scelto?
Dipende dalla direzione. "Tengo il TFR in azienda" è una scelta sempre revocabile. "Lo destino al fondo" è definitiva: quel TFR non torna più in azienda. È l'asimmetria più importante di tutta la decisione.
Quando posso toccare i soldi del fondo pensione?
Spese sanitarie gravi: fino al 75%, in qualsiasi momento. Dopo 8 anni: fino al 75% per la prima casa, fino al 30% liberamente. Disoccupazione: riscatto del 50% dopo 12 mesi, del 100% dopo 48 mesi o per invalidità. Il resto, alla pensione: da lì fino al 50% in capitale e il resto in rendita.
E se l'azienda fallisce? E se va male il fondo?
In azienda ti protegge il Fondo di garanzia INPS. Nel fondo pensione i tuoi soldi sono un patrimonio separato, vigilato dalla COVIP: il fallimento del gestore non li intacca. Ciò che può variare è il valore di mercato della posizione, soprattutto nel breve periodo.
Quali sono gli svantaggi del TFR nel fondo pensione?
I tre principali: la scelta è irreversibile (il TFR conferito non torna in azienda), il valore può oscillare con i mercati e ogni fondo ha costi di gestione che incidono sul risultato. Vanno pesati insieme ai vantaggi fiscali e al contributo del datore.
Quanto costa un fondo pensione?
Dipende dal fondo e dalla linea. Ogni fondo pubblica un Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) confrontabile sul sito della COVIP.
Il contributo del datore: quanto vale e come si ottiene?
Se il tuo contratto collettivo lo prevede, versando al fondo un piccolo contributo a tuo carico il datore è tenuto ad aggiungere il suo. È denaro contrattuale che, se non aderisci, semplicemente non ricevi.
Conviene anche a me?
Non c'è una risposta uguale per tutti: contano età, reddito, aliquota, contratto, progetti. Il primo incontro è gratuito e senza impegno: portiamo i tuoi numeri e lo capiamo insieme.
La scelta sul TFR è importante.
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