Guida 2026 · TFR e aziende
Quanto costa davvero il TFR
lasciato in azienda?
Ogni anno accantoni circa una mensilità per dipendente e quel debito si rivaluta per legge. Dal 1° luglio 2026, con l'adesione automatica dei neoassunti, la previdenza complementare entra comunque in azienda: meglio conoscerne costi, numeri e vantaggi.
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Cosa cambia per chi assume dal 1° luglio 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha spostato la previdenza complementare dentro le procedure di assunzione. I quattro punti che riguardano l'azienda:
Neoassunti iscritti in automatico
Chi assume ha nuovi obblighi: informativa all'assunzione con il modulo TFR3 e finestra di 60 giorni entro cui il lavoratore può rinunciare. Se non lo fa, l'iscrizione al fondo scatta da sola.
Versamenti e arretrati
I versamenti partono dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, con regolarizzazione degli arretrati senza sanzioni nei termini (INPS, messaggio 2325/2026).
Soglie Tesoreria in discesa
Obbligo di versare il TFR non conferito all'INPS: da 60 dipendenti oggi, da 50 nel 2028, da 40 dal 2032 (circolare INPS 12/2026). Sempre meno aziende "tengono" il TFR.
Contributo datoriale portabile
Dal 31 ottobre 2026 il contributo aziendale segue il lavoratore che trasferisce la posizione: il benefit previdenziale diventa più spendibile anche nel recruiting.
Il punto per te: la previdenza complementare non è più un tema rinviabile. Entra in azienda con ogni nuova assunzione: meglio governarla che subirla.
Il TFR in bilancio: tre costi che non si vedono in busta paga
Un debito che cresce da solo
Il TFR accantonato si rivaluta ogni 31 dicembre dell'1,5% più il 75% dell'inflazione. Con inflazione al 2% significa il 3% l'anno: su 100.000 € accantonati sono 3.000 € di costo annuo, a prescindere da come va l'azienda. E quando l'inflazione corre il conto sale: nel 2022 la rivalutazione ha raggiunto il 9,97%.
Esce quando decide qualcun altro
Dimissioni, licenziamenti, anticipazioni: il TFR è esigibile nei momenti che non scegli tu, spesso proprio quando la cassa è sotto pressione.
E ogni anno, adempimenti
Rivalutazione da calcolare, imposta sostitutiva da calcolare e versare come sostituto d'imposta (grava sul TFR del lavoratore, ma l'adempimento è tuo), anticipazioni da istruire: una gestione che assorbe tempo e non produce nulla.
Trattenerlo o lasciarlo andare: cosa cambia per l'impresa
| Per l'azienda | TFR trattenuto | TFR alla previdenza complementare |
|---|---|---|
| In bilancio | Debito che cresce ogni anno | Versamento periodico: un costo certo dell'esercizio |
| Rivalutazione annua | Dovuta: 1,5% + 75% dell'inflazione (9,97% nel 2022) | Non dovuta sulle quote conferite |
| Deduzione extra | Nessuna | 4% del TFR conferito, 6% sotto i 50 addetti |
| Contributo Fondo di garanzia (0,20%) | Dovuto | Esonerato, in proporzione alla quota conferita |
| Oneri sociali | Pieni | Ridotti di 0,28 punti percentuali |
| Uscite di cassa | Imprevedibili: dimissioni, anticipazioni | Programmate, a scadenze note |
| Valore per i dipendenti | Nessun effetto percepito | Benefit previdenziale concreto, utile a trattenere le persone |
Per onestà: il TFR trattenuto resta la forma di autofinanziamento più semplice che esista, al costo della sola rivalutazione. Se per sostituire quella liquidità dovessi indebitarti a tassi più alti, il vantaggio si assottiglia. Per questo il calcolo va fatto sui numeri veri della tua azienda, non sugli slogan. Riferimenti: art. 10 D.Lgs. 252/2005, circolari INPS 4/2008 e 12/2026.
Un esempio con i numeri: 15 dipendenti
Azienda con 15 dipendenti e retribuzioni per 350.000 € l'anno. Il TFR maturando è circa 24.200 € l'anno: ipotizziamo che i dipendenti lo destinino interamente alla previdenza complementare.
Essendo sotto i 50 addetti, l'azienda ha diritto alla deduzione piena del 6% e a tutti gli esoneri. A regime, il beneficio vale circa 2.750 € l'anno: l'11,4% del TFR trasferito.
Vuoi lo stesso calcolo sui numeri della tua azienda?| Deduzione extra del 6% (IRES 24%) | 348 € |
|---|---|
| Esonero contributo Fondo di garanzia (0,20%) | 700 € |
| Riduzione oneri sociali (0,28%) | 980 € |
| Rivalutazione non più dovuta (inflazione al 2%) | 726 € |
| Totale a regime | ~2.750 €/anno |
Stima illustrativa "a regime" su un singolo flusso annuo di TFR: nel primo anno la rivalutazione evitata non è ancora maturata (beneficio ~2.030 €, l'8,4%) e cresce negli anni successivi. Le voci contributive e la rivalutazione sono al lordo dell'effetto fiscale: essendo costi deducibili, il beneficio netto d'imposta complessivo è di circa 2.180 € (9%). Ipotesi: società di capitali con IRES ordinaria al 24% e imponibile capiente, nessun dirigente industriale, adesione del 100% dei dipendenti per il 100% del TFR, retribuzioni coincidenti con l'imponibile previdenziale, capienza contributiva per la riduzione dello 0,28%. Il risultato reale dipende dai numeri della singola impresa.
TFR e Fondo Tesoreria INPS: come funziona e cosa cambia
Le aziende sopra la soglia dimensionale non trattengono il TFR: le quote non destinate ai fondi pensione vanno ogni mese al Fondo Tesoreria INPS. L'obbligo riguarda oggi chi ha almeno 60 dipendenti, scenderà a 50 nel 2028 e a 40 dal 2032 (circolare INPS 12/2026).
Per il dipendente cambia poco: il TFR in Tesoreria si rivaluta con la stessa formula di legge del TFR in azienda. Per l'impresa la sostanza è un'altra: quel TFR non è comunque nella tua disponibilità, esce ogni mese come se fosse conferito.
Ed è qui il punto che molti trascurano: le misure compensative spettano anche per il TFR versato al Fondo Tesoreria. Se sei sopra soglia, sostenere l'adesione dei tuoi dipendenti alla previdenza complementare non ti toglie liquidità che oggi stai usando, mentre per loro la differenza è concreta.
Le obiezioni giuste
Le stesse che farei io, se l'azienda fosse mia.
"Il TFR è liquidità che uso per l'azienda."
Vero, ed è l'argomento più serio: è autofinanziamento al costo della sola rivalutazione. Ma quel costo non è fisso (quasi il 10% nel 2022), il debito è esigibile nei momenti peggiori e, se per sostituire quella liquidità servisse credito a tassi più alti, il conto cambia. In più, se i dipendenti aderiscono al fondo di categoria, il contributo datoriale previsto dal contratto è un costo aggiuntivo da mettere in conto: deducibile e con il solo contributo di solidarietà del 10%, ma un costo. È un calcolo da fare, non uno slogan.
"Siamo sopra la soglia: tanto il TFR va già all'INPS."
Appunto: non lo "tieni" comunque. Le misure compensative ti spettano già anche per il TFR versato alla Tesoreria, quindi il conferimento ai fondi non ti costa liquidità aggiuntiva, mentre per i dipendenti cambia molto. E le soglie scendono: 50 dipendenti nel 2028, 40 dal 2032.
"I miei dipendenti non aderiranno mai."
Dal 1° luglio 2026 i neoassunti entrano automaticamente, salvo rinuncia. Per gli altri conta l'informazione: un incontro chiaro in azienda, con le domande vere e le risposte oneste, cambia le percentuali. È esattamente il lavoro che faccio io. E per te è anche welfare percepito.
Come lavoro con le aziende
1. La fotografia
Quanto TFR hai in bilancio, quanto ti costa oggi tra rivalutazione e adempimenti, quanto varrebbero deduzioni ed esoneri sui tuoi numeri.
2. Il piano condiviso
Con te e con chi ti segue la contabilità: cosa conviene fare, con che gradualità, cosa resta com'è. Nessun automatismo.
3. L'incontro con le persone
Spiego ai tuoi dipendenti come funziona, rispondo alle domande e resto il loro riferimento nel tempo. Tu offri un benefit, loro capiscono cosa firmano.
Domande frequenti
Quanto costa il TFR al datore di lavoro?
Ogni anno accantoni circa il 7,41% delle retribuzioni (di cui lo 0,50% va comunque all'INPS). Il fondo accumulato si rivaluta ogni 31 dicembre dell'1,5% più il 75% dell'inflazione: con inflazione al 2% è il 3% l'anno, nel 2022 la rivalutazione ha raggiunto il 9,97%. A questo si aggiungono adempimenti e uscite di cassa imprevedibili.
All'azienda conviene che i dipendenti versino il TFR nel fondo pensione?
Sotto i 50 addetti, tra deduzione del 6%, esonero dello 0,20% e riduzione dello 0,28%, il beneficio a regime può valere circa l'11% del TFR trasferito ogni anno (al lordo dell'effetto fiscale). Sopra le soglie Tesoreria il TFR esce comunque dall'azienda, quindi non perdi liquidità aggiuntiva. In ogni caso: si calcola, non si generalizza.
Cosa sono le misure compensative?
Le compensazioni dell'art. 10 D.Lgs. 252/2005: deduzione dal reddito d'impresa del 4% del TFR conferito (6% sotto i 50 addetti), esonero dal contributo al Fondo di garanzia (0,20%, 0,40% per i dirigenti industriali), riduzione degli oneri sociali di 0,28 punti. Spettano in proporzione alla quota conferita, anche per il TFR versato al Fondo Tesoreria INPS.
Come funziona nelle aziende con meno di 50 dipendenti e cosa cambia dal 2026?
Sotto le soglie Tesoreria il TFR non conferito resta in azienda. Le soglie però scendono: obbligo INPS da 60 dipendenti oggi, da 50 nel 2028, da 40 dal 2032 (circolare INPS 12/2026). Sotto i 50 addetti hai anche la deduzione elevata al 6% sul TFR conferito.
Il TFR versato al fondo pensione esce dal bilancio?
Sì: il maturando conferito non alimenta più il debito e diventa un versamento periodico, un costo certo dell'esercizio. Lo stock già accantonato resta in azienda finché non viene liquidato o trasferito con l'accordo del dipendente.
Cosa succede al TFR dei dipendenti se l'azienda fallisce?
Il TFR in azienda è protetto dal Fondo di garanzia INPS, che interviene in caso di insolvenza. Quello nel fondo pensione è un patrimonio separato vigilato dalla COVIP, estraneo alle vicende dell'azienda e del gestore.
Cosa devo fare per i neoassunti dal 1° luglio 2026?
Informativa all'assunzione con il modulo TFR3, finestra di 60 giorni per l'eventuale rinuncia del lavoratore, versamenti dal mese successivo alla scadenza con regolarizzazione degli arretrati secondo le istruzioni INPS (messaggio 2325/2026).
Guida scritta da Federica Mazzanti, consulente finanziaria a Bologna, iscritta all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari (n. 2179). Il tuo TFR da dipendente? C'è una guida anche per te.
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