Stima educativa · dati Ragioneria Generale dello Stato

Quanto ti mancherà per la pensione che vorresti?

La pensione pubblica copre in media una quota decrescente dell'ultimo stipendio: secondo gli scenari della Ragioneria Generale dello Stato, per un dipendente scende dal 73,6% del 2010 al 58,4% nel 2070; per un autonomo dal 72,1% al 46,7%. La differenza tra stipendio e pensione attesa è il gap previdenziale: qui sotto puoi stimarlo in ordine di grandezza.

È una stima di scenario, non un calcolo personale. Per il dato preciso c'è il simulatore ufficiale INPS, linkato più sotto.

Lo stimatore lo confronta con la pensione attesa nello stesso scenario.
Tipo di lavoro
Quando prevedi di andare in pensione Scegli il decennio più vicino: la stima usa gli scenari pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Gap previdenziale mensile stimato

794 €

Nello scenario dipendente, pensionamento verso il 2050: la pensione pubblica potrebbe coprire circa il 60,3% dell'ultimo stipendio.

2.000 €Stipendio attuale
1.206 €Pensione stimata
60,3%Tasso di sostituzione

Questo numero non è una previsione della tua pensione: è la distanza media, in questo scenario, tra stipendio e pensione per una carriera continua di 38 anni. La tua storia contributiva reale può cambiare molto il risultato, in un senso o nell'altro.

Vuoi il dato preciso sulla tua posizione? Usa "La mia pensione futura" dell'INPS (serve SPID o CIE).

Stima educativa, non un calcolo personale: i tassi di sostituzione usati sono scenari medi pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato (Rapporto n. 26/2025) per una "figura tipo" con carriera continua di 38 anni, retribuzione in linea con la produttività media e nessuna interruzione. Non considerano part-time, disoccupazione, cambi di carriera, riscatti, né eventuali modifiche future della normativa. Il dato personale, verificato sulla tua posizione contributiva reale, si trova solo sul simulatore ufficiale INPS.

Il sistema contributivo, in breve

Dal 1996 la pensione pubblica italiana si calcola con il metodo contributivo (per chi ha iniziato a lavorare dopo quella data; pro-rata per chi lavorava già).

Il meccanismo, in tre passaggi: ogni anno una quota della retribuzione (l'aliquota di computo: 33% per i dipendenti, 24% per gli autonomi) si accantona in un montante virtuale; il montante si rivaluta ogni anno secondo la media mobile quinquennale della crescita del PIL nominale; alla pensione, il montante si moltiplica per un coefficiente di trasformazione che dipende dall'età a cui vai in pensione.

I coefficienti in vigore per il 2025-2026: 4,204% a 57 anni, 5,608% a 67 anni, fino a 6,510% a 71 anni. Vengono aggiornati ogni due anni in base alla speranza di vita: più si vive a lungo, più il coefficiente si riduce, a parità di montante.

Perché la pensione copre sempre meno stipendio

Il tasso di sostituzione è il rapporto tra la prima rata di pensione e l'ultima retribuzione. Secondo gli scenari della Ragioneria Generale dello Stato, per un dipendente con carriera continua era al 73,6% nel 2010 ed è atteso scendere fino al 58,4% nel 2070. Per un lavoratore autonomo il calo è più netto: dal 72,1% del 2010 a circa il 46,7% nel 2070.

La causa non è un taglio deciso da qualcuno: è l'effetto naturale del passaggio dal vecchio sistema retributivo (basato sulle ultime retribuzioni) a quello contributivo (basato su quanto versato durante tutta la carriera), insieme all'aliquota più bassa per gli autonomi.

Quando si può andare in pensione

Nel 2026 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

L'età salirà per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita: 67 anni e 1 mese dal 2027, 67 anni e 3 mesi dal 2028 (la Legge di Bilancio 2026 ha reso graduale un aumento che sarebbe altrimenti scattato tutto insieme). Per chi rientra nel sistema contributivo puro (chi ha iniziato a lavorare dal 1996) è richiesto anche un importo minimo di pensione, oggi pari a circa tre volte l'assegno sociale.

Cosa fare del gap

Il gap previdenziale non si elimina, ma si può colmare: con un fondo pensione, con un piano di risparmio o con entrambi.

Il fondo pensione ha un vantaggio che nessun altro strumento ha: la deduzione fiscale sui versamenti e una tassazione finale molto più leggera di quella ordinaria. Puoi vedere come funziona nella guida completa o simulare il tuo caso nel simulatore. Se preferisci partire senza vincoli, c'è anche il piano di accumulo.

Domande frequenti

Quanto prenderò di pensione?

Dipende dalla tua storia contributiva, che solo l'INPS conosce con precisione: il simulatore ufficiale è “La mia pensione futura”, accessibile con SPID o CIE. Questa pagina ti dà solo un ordine di grandezza, basato su scenari medi pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato, non un calcolo personale.

Cos'è il tasso di sostituzione?

È il rapporto tra la prima rata di pensione e l'ultima retribuzione: se guadagnavi 2.000 € e la pensione è di 1.200 €, il tasso di sostituzione è il 60%. La Ragioneria Generale dello Stato lo calcola ogni anno per diversi scenari di carriera.

Perché il tasso di sostituzione scende nel tempo?

Perché il sistema contributivo, in vigore per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995, calcola la pensione sui contributi versati durante tutta la carriera e non più sulle ultime retribuzioni: chi andrà in pensione tra qualche decennio avrà, in media, un tasso di sostituzione più basso di chi ci è andato negli anni 2000.

C'è differenza tra dipendenti e lavoratori autonomi?

Sì, ed è ampia: l'aliquota che alimenta il montante contributivo è del 33% per i dipendenti e del 24% per gli autonomi. Per questo, a parità di scenario, il tasso di sostituzione degli autonomi è nettamente più basso.

A che età si va in pensione di vecchiaia nel 2026?

Servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Dal 2027 l'età sale a 67 anni e 1 mese, dal 2028 a 67 anni e 3 mesi, per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita reso graduale dalla Legge di Bilancio 2026.

Come si colma il gap previdenziale?

Con la previdenza complementare: un fondo pensione trasforma parte del gap in capitale o rendita aggiuntiva, con vantaggi fiscali che nessun altro strumento ha. Trovi come funziona nella guida dedicata.

Il gap si vede meglio con i tuoi numeri veri.
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